Note di viaggio in Oceania (seconda tappa)

Con i miei amici di Wellington, capitale della Nuova Zelanda.

17 gennaio 2019. È iniziato il mio periodo di riposo nel focolare di Wellington, insieme a Mario (italiano), Cefa (svizzero), David (arrivato 2 giorni fa dall’Australia) e Ian (sudafricano). E poi ci sono le focolarine, due al momento: Vanessa (maltese) e Coris (giovane brasiliana) le quali mi invitano, a volte, a colazione dopo la Messa. . Il “breakfast” neozelandese è più abbondante del pranzo! Lì vale il proverbio: “Colazione da Re, pranzo da principe e cena da povero”.
In seguito arriveranno Anne (australiana) e Felicita (Futuna). Con questi carissimi compagni di “santo viaggio” dell’attimo presente, mi sento accolto e a mio agio. Che fortuna poter girare il mondo e trovarti sempre a casa! Il centuplo promesso da Gesù si avvera e mi nasce in cuore un immenso GRAZIE!
Intanto e com’è prevedibile, mi sveglio più volte durante la notte. Ho perso completamente il senso del tempo e dello spazio. Vediamo come andrà a finire …

Carta geografica della Nuova Zelanda.

La Nuova Zelanda (in inglese New Zealand; in māori Aotearoa) è uno stato insulare dell’Oceania, ubicato nell’oceano Pacifico meridionale, formato da due isole principali, l’Isola del Nord e l’Isola del Sud, e da numerose isole minori come l’Isola Stewart e le isole Chatham. Unico confine, il mare di Tasman che la separa dall’Australia, situata circa 2000 km a nord-ovest. Un fatto curioso: la NZ si presenta, nella sua conformazione, misura e ubicazione geografica, in modo quasi “speculare” con l’Italia nell’Emisfero Boreale. La latitudine, infatti, corrisponde alla penisola italica (da 34° a 47° S), ha una forma “a stivale”, la lunghezza e la superficie complessiva si somigliano notevolmente, anche se il clima è più mite per la sua posizione in mezzo all’Oceano. La sua popolazione, invece, è molto inferior. Infatti, non raggiunge i 5 milioni di individui. La straordinaria multiculturalità dei suoi abitanti e il sano micro Sistema Ambientale posizionano la NZ tra i primi posti dei paesi con migliore qualità di vita.

Gita a Rivendell, con un gruppo della comunità di Wellington.

28 gennaio. Più di dieci giorni sono già volati! Ormai dormo e mangio con normalità. In questi giorni, i miei amici si sono resi disponibili per aiutarmi a entrare nei ritmi attraverso delle belle passeggiate in località vicine e anche più lontane. Siamo stati a cena dalle nostre amiche Vanessa, Coris e Anne che, nel frattempo, è arrivata. Abbiamo festeggiato il compleanno di David a casa nostra con alcuni invitati. Il cardinale della NZ è stato a cena – e non è la prima volta – dalle nostre amiche, insieme ad alcuni di noi. Siamo andati in gita alla riserva dove è stato girato il film “Il Signore degli Anelli” (posti spettacolari!), al mare di Cape Pallicer (con le foche!), a trovare Tom Hartmann, focolarino sposato australiano. a fare un picnic con la comunità in una giornata magnifica di sole, a Rivendell, dove è stato girato il film “Lo Hobbit” della nota trilogia di Tolkien.

Churton Park, dove abitano i miei amici.

Poi, molte gite a Wellington City, sia con Ian che con David, per visitare il Museo Nazionale Maõri, le varie spiagge (bagni inclusi!), la Old Anglican Church, la Cattedrale cattolica inagibile a causa di uno degli ultimi terremoti, il Parlamento, la “Stone Home” della Victoria University, il Botanico con numerose specie di fiori … Ma il paesaggio più caratteristico, di verdi colline e case di legno, con l’onnipresente vento (e in questi giorni straordinarie giornate di sole!), fanno di Churton Park (la località dove abitano i miei amici), ma direi della Nuova Zelanda in genere, un posto bellissimo, dove la natura e la custodia del creato la fanno da padrone. Meglio non potevo scegliere per fare un tempo di break!!!

Nel Museo maõri “Te Papa Tongarewa”, a Wellington City.

30 gennaio. Visita al Museo “Te Papa Tongarewa”, a Wellington City, di storia culturale con vetrine multidisciplinari. Come prima cosa ci immergiamo nel mondo maõri, in un ambiente interdigitale, dimorando nelle loro abitazioni, ascoltando le loro musiche, guardando i loro volti sui video, le immagini d’epoca, le danze caratteristiche di accoglienza che sembrano un mix di gioia e di forza (come a dire: “Ti accogliamo con gioia, ma attento che siamo forti!”), gli utensili di guerra e di pace, le robuste imbarcazioni di legno e i magnifici tatuaggi (tāmoko).

Lasciamo per un’altra volta la collezione di “Guerrieri di terracotta” cinesi e l’avvincente racconto di Gallipoli (Egitto) che ha visto come protagonista un gruppo di neozelandesi, durante la Seconda Guerra mondiale. Il fascino che ci incute il popolo maõri è più forte e, insieme, inquietante.

Gustavo E. Clariá

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Pubblicato da Gustavo Clariá

Nato a Córdoba, Argentina, nonno piemontese, economista, comunicatore, scrittore. Ho vissuto la metà della mia vita in Europa (Italia in particolare) e l'altra in America Latina. Giramondo, aperto alla conoscenza di altre culture. L'unità, nel rispetto della diversità, della famiglia umana, è il mio orizzonte. Cerco, quindi, di vivere la mia giornata "costruendo rapporti" di concordia e di unità. Il mio contributo alla pace.

30 Risposte a “Note di viaggio in Oceania (seconda tappa)”

  1. Ciao Giov! Mi ha piaciuto moltissimo il racconto del tuo soggiorno nella Nuova Zelandia con delle belle foto. Grazie. Ti ricordo con affetto. Buona continuazione.

    1. Ciao Margaret, che bella sorpresa! Mi auguro che tu stia bene. Ora va la terza tappa ! Non è l’ultima, ma per ora mi fermerò qui e riprenderò con altre esperienza di vita. Saluti!

  2. Que hermoso relato!!! Y fue relativamente hace poco.. jaja. Antes de la terrible pandemia. Como te va con el Inglés?? Me imagino que bien..yo retomé después de 4años..me está costando pero sigo porque me ocupa y me gusta. Abrazo enorme!!!

  3. Conociste nuevas tierras , amigos , culturas , ambientes . Que bueno !. Pero admiro tu valentía para ir x tantos lugares lejanos 👍

  4. Hola!!
    Leí el hermoso relato por Nueva Zelanda!!
    Me hizo bien porque es tan amena y completa tu descripción que nos hace partícipes disfrutando del viaje y de esos paisajes bellos y cultura tan interesante!! Gracias por compartir los diarios que además me sorprendo de ver la familia de Chiara que está en todos lados !!eso es maravilloso!!

  5. Un viaje maravilloso, por el País y por compartir con personas tan lejanas y muy cercanas, gracias al Ideal. La gran familia.

  6. Bellissimo questo racconto a puntate! Quanto mi manca viaggiare. Almeno tu mi porti con te nei tuoi racconti 😄😄😄

  7. Giov mi fai venire voglia di girare il mondo… per fortuna mi fai venire con te, con questi racconti; sembra di esserci!!!

  8. Grazie Gustavo. Qualcosa già sapevo, ma è sempre commovente, constatare quanto l’Ideale di Chiara è andato lontano…

  9. Ciao Gustavo
    Potresti darmi un modo di contatare Charley o mandare a lui il mio email Grazie

      1. Hi Gustavo (Giov), Your English is getting better and better. Make sure you will come back to New Zealand again to practise your English! Milchri

  10. Gracias Gustavo por estos magníficos reportes de viaje por el “continente invisible”. Es muy eomcionante sin dudas tu relato vivido y colorido de tus experiencias allá, pero el mayor impacto fue saber también por tu relato que allá en Wellington está el sud africano Ian Hamilton a quien incluso se ve en dos de las fotografías. Me encantó y me trajo al recuerdo los muchos momentos especiales compartidos con él y las caminatas nocturnas que acostumbraba hacer después de la cena y en plena oscuridad por los alrededores de los castillos próximos a Campogiallo. Nuevamente gracias!!!

    1. Gustavo, interesante relato acompañado de la geografía del lugar de Wellingthon,tus amigos focolarinos que se unieron y disfrutaron del paseo. Abrazos, con Jesús y María

  11. Bellissimo viaggio Giov però è ancora più bello se ti senti sempre a casa tua perché avere sempre Gesù in mezzo ti fa sentire sempre tuo agio perché sei a casa tua con lui ! Ciao Giov un grosso abbraccio ci vediamo nel prossimo collegamento !! 😃😃1️⃣

  12. I Maori, come tutte le civiltà originarie, anche del Sudamerica, hanno molto da insegnare e molto si può capire se si hanno gli “occhi giusti per vedere”!

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