Sette giorni nell'Amazzonia peruviana

Mariel è arrivata a Lámud, paese immerso nell’Amazzonia peruviana, dopo un viaggio in autobus di 28 ore, con tante vicissitudini, in mezzo a strade semidistrutte a causa dei frequenti terremoti, interruzioni per le piogge e, infine, un provvidenziale incontro con un furgone che l’ha portata nell’ultimo tratto.

Partenza da Lima verso l’Amazzonia peruviana.

Con Marvin eravamo arrivati ​​il ​​giorno prima, con 5 ore di ritardo, sull’unico aereo a elica che vola due volte alla settimana da Lima a Chachapoyas (capitale del Dipartimento Amazonas, Perù).

Lámud è un paesino di poco più di duemila abitanti, situato a un’altitudine di 2.300 metri, sommerso tra la Sierra e la giungla amazzonica, nel nord-est del paese andino. A pochi chilometri si trova la cittadella di Kuelap, importante sito archeologico pre-incaico  costruito dalla cultura Chachapoyas nel VI sec d.C.

Casa Hogar per anziani Chiara Lubich

Lì si trova la “Casa per anziani Chiara Lubich”,  per iniziativa di Jenny (peruviana) e Javier (argentino). Sei anni fa, loro decisero di vendere tutto ciò che possedevano in Argentina dove si erano conosciuti e sposati, per trasferirsi con le loro tre figlie nel paese natale di Jenny, preoccupati per i genitori malati di lei e per la nonna quasi centenaria. Prendendo spunto dallo scritto di Chiara “Una città non basta”, si sono presentati al Vescovo mettendosi a sua disposizione. Poi, in giro per il paese, hanno scoperto una delle ferite più dolorose di questi luoghi isolati: gli anziani soli, malati, in precarie abitazioni, abbandonati al loro destino. Decisero, allora, di prendersi cura non solo dei genitori di Jenny, ma di tutti gli anziani del villaggio. Il sogno è diventato ben presto realtà e, oggi, a poco più di un anno, l‘Hogar (casa in spagnolo) sorge in un casolare su una collina da dove si può scorgere l’esuberante panorama amazzonico.  L’Hogar ospita già i primi 4 anziani, di cui due sordomuti, e offre il pranzo a più di 50 persone, la maggior parte anziane, ma anche ai volontari, ai cuochi, ai bambini delle volontarie e a chi passa di lì, come un giovane studente che non aveva dove mangiare. “Qui un piatto di cibo non manca mai”, dicono Jenny e Javier. L’abbiamo sperimentato anche noi mentre condividevamo il pranzo con gli anziani nei sette giorni che è durato il nostro soggiorno. Per una ventina di anziani che non possono raggiungere la Casa a causa delle loro delicate situazioni di salute, il Comune di Lámud mette a disposizione un veicolo e due funzionari per portare il pranzo fino nelle loro umilissime abitazioni.

Quella è stata, forse, l’esperienza più forte che Mariel, Marvin ed io abbiamo vissuto. Entrare in quei bassifondi bui e trovare gli anziani – alcuni dei quali centenari – sdraiati sul pavimento di terra battuta, rannicchiati, timorosi, feriti nella loro dignità… Vedendo i loro volti illuminarsi dalla nostra presenza, mentre ringraziavano con un timido sorriso e due occhi trasparenti, toccarli, accarezzarli, tracciare una croce sulla loro  fronte… mettevano in moto anche il cuore più duro e insensibile! Lì s’avvertiva la presenza di Dio, le piaghe del suo abbandono. Ci venivano spontanee le parole degli apostoli, travolti dalla gioia di fronte al Cristo risorto: “Abbiamo visto il Signore!” (Gv 20, 19-31). Là Gesù era vivo, più presente che mai, ancora abbandonato, in attesa di essere riconosciuto e amato e sperimentare, tutti insieme, la forza della risurrezione mentre noi ci donavamo a loro e gli anziani ci ringraziavano con lo stesso amore.

Una delle caratteristiche che più colpisce nell’Hogar Chiara Lubich è il clima di famiglia che si respira, anche tra le diverse generazioni: gli anziani, i volontari che si prendono cura di loro e i tanti bambini che frequentano l’Hogar.  Questi passano prima o dopo la scuola per salutare gli anziani, per abbracciarli, scambiare qualche parola, anche con i due sordomuti… L’amore non ha barriere!

Un’anziana cieca che arrivava alla Hogar in una “moto tassi”, quando ha sentito avvicinarsi alcuni bambini per aiutarla a scendere dal veicolo, ha esclamato: “I miei nipotini, i miei nipotini!”. Abbiamo visto una bambina abbracciare una nonna e poi invitare le due amichette, portate da lei per la prima volta, a fare altrettanto.

Nell’Hogar c’è un’empatia particolare tra i nonni e i bambini e questo si è manifestato in modo superlativo durante la scampagnata, forse la prima per alcuni anziani. Con i bambini, i volontari e i nonni siamo andati alle “Cascate di Lorán”, con una caduta di 300 metri. Una giornata di sole, verde, musica, danze, passeggiate, tuffi dei bambini nell’acqua limpida, pranzo all’aria aperta e… allegria, tanta allegria!

Anziani, adulti e bambini, tutti insieme.

L’ultima sera, in questo contesto, sempre insieme agli anziani,  ai volontari, alle  famiglie e ai bambini, abbiamo visto il film “Chiara Lubich, Tutto vince l’amore”. È stata un’esperienza difficile da esprimere. Mariel e Marvin leggevano al microfono i sottotitoli in spagnolo per gli anziani ciechi, ma anche per quelli che non sanno leggere. Il silenzio era assoluto, nonostante il freddo e l’ora tarda per gli anziani, ma era fortissima l’impressione per tutti,  specie per chi si dona ogni giorno agli anziani in nome di Chiara, e anche  per chi conosceva per la prima volta la storia del Movimento dei Focolari.

Al termine, la cena condivisa con tutti i presenti. Mentre distribuivamo il mangiare agli anziani e ai bambini, ci sembrava che il film continuasse… Sì, i primi tempi sono anche adesso!

Gustavo E. Clariá

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Informazioni su Gustavo Clariá 117 Articoli
Nato a Córdoba, Argentina, nonno piemontese, economista, comunicatore, scrittore. Ho vissuto la metà della mia vita in Europa (Italia in particolare) e l'altra in America Latina. Giramondo, aperto alla conoscenza di altre culture. L'unità, nel rispetto della diversità, della famiglia umana, è il mio orizzonte. Cerco, quindi, di vivere la mia giornata "costruendo rapporti" di concordia e di unità. Il mio contributo alla pace.

29 Commenti

  1. Hola. Gracias por compartir la experiencia en el Hogar de Ancianos.Estabamos buscando la película Todo lo vence el amor. Está en Youtube? Cómo se puede ver?

  2. Excelente la transmisión de la experiencia Gustavo!! La estoy difundiendo para aprovecharla al máximo, así como está contada, para hacer conoscer esta gran obra del Hogarcito. Es un regalo de Pentecostés!

  3. Grande Gustavo; mi piace molto l’idea. La vita comunitaria è l’unico modo per dare vita agli anni e intensificare la condivisione, la comunicazione, la solidarietà. Qui a Macerata sto cercando di dare vita a un co-housing (nuovo modo di stare insieme). Sto muovendo i primi passi ma ci sono realtà molto ben funzionanti. Non deve capitare che tre componenti della stessa famiglia vengano trovati morti dentro la loro casa per un ictus dell’unica non handicappata (scoperti dopo 5 giorni)!!! Buona domenica

  4. Hola Gustavo!
    Que gran regalo estas bellas noticias! Fruto de un trabajo previo y grande de almas y músculos generosos!
    Que aporte para los hombres que puedan ver el amor reciproco en Acción! Los españoles dicen que obras son amores!
    Que buen trabajo ! ABRAZO GRANDE Y SALUDOS!

  5. WOW Gusti, así íbamos viviendo y sintiendo con vos lo que ahora contás. Muy fuerte, muy lindo y profundo. Gracias Gusti. Qué bueno lo que decis de volver a la primavera, a tiempos bravos, jugados como en la película de la vida de Chiara. Abrazote!

  6. Ciao Gustavo, un altro grande dono pieno di una vita che sta incendiando d’amore l’Amazzonia. A noi dai il bello, ma chissà quanto patire! 🙏 Sempre 1!

    • Hola Gustavo!
      Que gran regalo estas bellas noticias! Fruto de un trabajo previo y grande de almas y músculos generosos!
      Que aporte para los hombres que puedan ver el amor reciproco en Acción! Los españoles dicen que obras son amores!
      Que buen trabajo ! ABRAZO GRANDE Y SALUDOS!

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