Sostegno a paesi della Sierra Andina

A causa del “Fenomeno del Niño”, il vescovo di Chulucanas invitò la comunità dei Focolari ad aiutare le popolazioni più colpite.

A causa del “Fenomeno del Niño”, il vescovo di Chulucanas invitò la comunità ad aiutare le popolazioni più colpite. Nacque così un collettivo di 15 persone, con Mons. Daniel Turley Murphy. Una di loro aveva appena ricevuto dai Focolari un aiuto per la sua famiglia, ma decise di usarlo per queste persone in difficoltà. Il vescovo era molto contento vedendo che c’era già qualcosa per cominciare. Si sono così potuti così raccogliere i primi pacchi di aiuti per la Sierra.
Durante questi anni si sono fatti alcuni viaggi a due località della Sierra di Chulucanas, Arenales e Pechuquiz, portando conforto, alimenti, coperte e medicine.
“Nello scorso mese di agosto siamo andati alla Sierra con José Luis (medico che abita a Piura) e Marié, la mia figlia più grande – scrive Maricela –. Dopo un viaggio di 3 ore e mezza su una strada sterrata e sconnessa, siamo arrivati a destinazione: la Meseta andina, a 2.800 metri sul livello del mare, nel territorio di Chulucanas, Piura (Perù). Nell’inverno la temperatura può arrivare a 4°C. In questo mese, inizia la stagione più fredda. Il giorno in cui siamo arrivati ci hanno raccontato che, all’alba, c’era un manto di ghiaccio che copriva tutto.”

Ad Arenales, ci siamo trovati con una donna, María, che ha 80 anni e vive da sola, a un km dal paesino. Si dedica a tessere. Ogni tanto deve scendere fino al ruscello che attraversa il paese per lavare i vestiti nell’acqua ghiacciata, la stessa che viene utilizzata per bere e per cuocere gli alimenti. Arrivando, abbiamo chiesto per la cappella. Ci hanno indicato una vecchia capanna. Siamo rimasti sorpresi di vedere lo stato in cui si trova, ma ancora di più quando ci hanno detto che si celebra la messa una sola volta all’anno, l’occasione per fare i battesimi. Ha subito, per gli effetti del “Niño” (forti venti e abbondanza di precipitazioni), gravi danni nella struttura”.
“Rosa e Mirian hanno 11 e 7 anni: cucinano, lavano e tessono per aiutare la loro famiglia – aggiunge Marié –. Come per gli altri bambini, il loro divertimento consiste nel dare da mangiare agli animali. Sono felici con molto poco e il loro candore tocca il cuore. Erano felici con i braccialetti e le collanine che le abbiamo dato. Non avevamo altro in quel momento. Abbiamo notato che hanno le mani piene di bruciore per il freddo”.

“A mezz’ora di Arenales si trova Pechuquiz, un altro paesino di montagna. Anche se possiede un municipio e una piccola piazza, la gente vive nelle stesse condizioni di Arenales – è José Luis a parlare –. La loro attività economica si basa nelle coltivazioni del grano, di coca e patate, oltre all’allevamento di poche mucche e pecore. Ci siamo fermati per mangiare qualcosa, seduti fuori di una delle capanne. Avevamo portato poco da mangiare per noi, ma la donna della precaria abitazione ci ha offerto del formaggio. In questo gesto abbiamo sperimentato l’amore di Dio.”
“Alexis ha un anno, la sua mamma ne ha 19, il padre non c’è. Lui è un bimbo molto allegro e, come tanti altri bambini della Meseta andina, ha il volto bruciato dal freddo. Da due settimane è malato, ma la sua mamma non ha le medicine né i soldi per portarlo al centro di salute più vicino (che è lontano!)”, racconta Maricela. “Le loro abitazioni – continua José Luis – mancano dei servizi basici. Usano dei silos e prendono l’acqua dalle lacune che si formano con le precipitazioni. La loro cucina è a legna e carbone. Non hanno i letti, solo un materasso e i loro tessuti per coprirsi … Tutto è molto precario e al limite dell’indigenza”.

Tra le proposte che hanno fatto al Tenente governatore della zona: realizzare una giornata di condivisione con le persone dei 2 paesini, dai piccoli agli anziani; riparare la cappella e trovare un sacerdote; portare coperte e ogni oggetto utile per proteggersi dal freddo; portare alimenti di prima necessità e medicine; fare una campagna sanitaria nella zona; trovare sostegni di ogni genere per consolidare e completare le loro abitazioni.

Prossimo viaggio: 28 e 29 settembre 2019. Si accettano volontari per il viaggio e/o per collaborare, anche a distanza!

Gustavo E. Clariá

Foto © Gustavo Clariá

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Informazioni su Costruendo Rapporti 21 Articoli
Nato a Códoba, Argentina, nonno piemontese, economista, comunicatore, scrittore. Ho vissuto la metà della mia vita in Europa (Italia in particolare) e l'altra in America Latina. Giramondo, aperto alla conoscenza di altre culture. La unidad de la familia humana, en el respeto de la diversidad, es mi horizonte. Cerco, quindi, di vivere la mia giornata "costruendo rapporti" di concordia e di unità. Il mio contributo alla pace.

2 Commenti

  1. Grazie Gustavo. Tra due settimane puoi partire certo anche della nostra unità e del nostro supporto qui dal Belgio!!!

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