Un nuovo Sole

Dopo pochi giorni dal mio arrivo, a Loppiano (Firenze),  la cittadella dei Focolari, mi fecero la proposta di andare a “riposare” al Gen Rosso. Lo metto tra virgolette perché chi conosce il complesso internazionale Gen Rosso come minimo si sorprenderà che qualcuno venga invitato a far parte del gruppo: “per riposare”.

La copertina di “Life in Europe”, del Gen Rosso.

Furono, infatti, cinque anni di un’intensità incredibile. Si passava da città in città, da un teatro all’altro, dalle  capitali a piccoli paesi europei. Migliaia di persone incontrate, centinaia di concerti realizzati in lingue diverse …

Ma… se volevo concludere gli studi di Economia a Firenze, dovevo lasciare il Gen Rosso.
Così fu che mi trovai, dalla mattina alla sera, rinchiuso in una stanza per ore intere, concentrato nello studio. Fu un cambiamento brusco, senza avere il tempo per digerirlo. Ma non c’era alternativa: occorreva recuperare il tempo passato sui palcoscenici, che aveva rallentato e posposto gli esami.

I tanti volti trovati, ora si concentravano in una pagina del libro dell’esame di turno. Viaggi, tournée, teatri, incontri, canzoni, proclamare il Vangelo con la musica … Ora tutto si  riduceva  alla frase che avevo davanti. Che fatica riuscire a concentrarmi! Quanti ricordi, ancora molto freschi, mi distraevano e mi riportavano sui palchi europei! Quante persone che, adesso, facevano parte della mia vita …Ora il posto di tutto e di tutti,  lo doveva prendere lo studio.

I miei amici, nel desiderio di aiutarmi, cercavano di evitarmi ogni distrazione. Io udivo squillare il telefono, sentivo che chiedevano di me, ma sentivo anche che chi rispondeva diceva: “Gustavo è impegnato con lo studio, non possiamo interromperlo”.

All’improvviso fu come sentirmi in una gabbia. L’immagine che mi si presentava alla mente era ancora più forte: mi sentivo in una cassa da morto, come se mi avessero messo, da vivo (ero più vivo che mai!), in una cassa da morto. Che fatica cambiare situazione!

E fu così forte la mia concentrazione e l’isolamento (più della quarantena per il Covid!) che, senza accorgermene, mi trovai nella situazione opposta a quella sperimentata durante i cinque anni con il Gen Rosso. Dal cantare davanti a migliaia di persone, dal parlare con facilità con chiunque incontrassimo, ero passato di colpo a temere qualsiasi occasione d’incontro.

Come ogni volta, quando un fatto mi toccava profondamente, prima o poi veniva fuori una canzone, così successe anche questa volta!
Era il mio modo di esprimermi, di ripetere – alle volte stringendo i denti – la mia fede nell’amore di Dio e di accettare ciò che Lui mi presentava, anche se mi sembrava assurdo.

Ci avevo messo tutta l’anima, la mia volontà e il mio cuore per amare tantissime persone e, ora …
La domanda che non mi lasciava concentrare nello studio, poteva suonare così: “ Perché si ama se poi bisogna tagliare, chiudere un capitolo, lasciarsi dietro tutte le esperienze vissute per fare un’altra cosa …?”
In uno degli intervalli, presi la chitarra e “scoppiai in musica”, tirando fuori tutto ciò che mi opprimeva dentro. Nacque così la canzone “Un nuovo Sole”.

In quel momento, non potevo immaginare quanto sarebbe stato luminoso il Sole che avrebbe illuminato i più di otto anni che trascorsi nella bella Firenze.

Un nuovo Sole

Chi ha mai visto il Sole
Dare nuova vita al giorno
Fare delle nere ombre,
una fontana di colori.

Con la luce, nasce vita
Poi, la notte, e tutto muore.

Perché si vive, se c’è la notte?
Perché si dona, se poi si perde, si perde …?

Chi ha mai visto l’Amore
Far fiorire un ramo secco,
Far sorgere acqua più del mare,
Coprire di stelle un cielo buio?

Il calore, porta vita,
poi, l’inverno, e tutto muore.

Perché si vive, se tutto muore?
Perché si ama, se poi si soffre, si soffre?

Ma chi nella notte veglierà
Chi nell’inverno vivrà,
chi la morte non temerà,
verrà alla luce, darà la vita, vedrà
un nuovo sole, un nuovo sole, un nuovo sole …!

Gustavo E. Clariá

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Informazioni su Gustavo Clariá 117 Articoli
Nato a Córdoba, Argentina, nonno piemontese, economista, comunicatore, scrittore. Ho vissuto la metà della mia vita in Europa (Italia in particolare) e l'altra in America Latina. Giramondo, aperto alla conoscenza di altre culture. L'unità, nel rispetto della diversità, della famiglia umana, è il mio orizzonte. Cerco, quindi, di vivere la mia giornata "costruendo rapporti" di concordia e di unità. Il mio contributo alla pace.

29 Commenti

  1. Sei unico sempre
    Le tue esperienze soprattutto quelle della tua anima sono una ricchezza per tutti
    Grazie dei tuoi doni condivisi!

  2. Gracias!!! Muy bonita la imagen del día y la noche con el desapego. Me hiciste valorar a ese momento de tu historia. Abrazo grande!!!

  3. Muy fuerte la experiencia personal que relatas !! Me acerca y ya prepara al misterio de la Pascua que es mucho más que una conmemoración litúrgica anual.
    Me hizo presente la meditación de Monseñor Klaus Hemmerle : “ojalá tuviésemos ojos de pascua”..capaces de mirar en la muerte la vida..
    Es el llamado de cada día…
    Me gustaría poder escuchar la canción.La tenés grabada?

  4. Hola Querido Gustavo vos sabes que me impacto tu nueva experiencia… UN NUEVO SOL … QUE LINDO GUSTAVO, CUANTO TE AGRADEZCO DE PODER COMPARTIR. CUANTA GENTE SE HABRÁ CONVERTIDO POR ESTA RICA EXPERIENCIA!!! YO PIENSO QUE CUANDO LLEGUE AL PARAISO AHI MUCHAS COSAS SE COMPRENDERAN!!! UN GRAN ABRAZO 🤗😊

  5. Es muy lindo este blog. Muy bueno y profundo el relato.
    La imagen del ataúd sería una alegoría; sentías realmente esa sensación.
    La canción Un nuevo Sol es bella, profunda e ingeniosa….y vamos por más. Un abrazo, maravillosa!

  6. Hola. Gracias por compartir la experiencia. Nos hizo acordar a lo que hablamos hace unas semanas atrás. Recuerdo esa canción pero no recuerdo la melodía. Cómo era?

  7. Caro Gustavo, bella questa tua esperienza dello studio. Hai ancora incisa questa canzone.
    Se possibile potresti metterla nel blog. Un abbraccio!

  8. Grazie Giov per questa esperienza che mentre la leggevo mi venivano in mente le parole di Gesù ” che se un chicco di grano caduto in terra non muore non produce il frutto se invece muore produce molto frutto ! La volontà di Dio in quel momento per te era quella di lasciare il Gen Rosso e quindi morire per poter produrre molto frutto quindi fare nascere nuove realtà gen nuove vocazioni nella nostra zona e fare crescere anche noi nella scelta di Dio e questa scelta fatta insieme ad oggi ancora ci unisce !
    Si muore per rinascere !!!
    Ti abbraccio Giov grazie !!! 😃👋🏻👋🏻1️⃣

  9. “Perché si ama se poi bisogna tagliare, chiudere un capitolo, lasciarsi dietro tutte le esperienze vissute per fare un’altra cosa …?”
    Ecco una frase che riassume bene la vita dei focolarini. Non deve essere facile trovare in Lui la risposta ogni volta.
    La canzone é stupenda e da una risposta di grande Amore 🤩

  10. Paz y bien Gustavo, me imagino que debió ser muy fuerte para tí, pro lo importante es que lograste salir adelante con a ayuda de Dios. Un abrazo Gustavo y gracias por compartir tus experiencias. Paz y bien!

  11. Molto bello, l’articolo e l’esperienza..la vita è così, come una montagna russa, si va su e giù, l’importante è andare👍

  12. Gustavo, que cuerpo y alma tenés para tan vibrante e intensa experiencia de vida con final musical!

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