Un atleta di Dio

E’ un’esperienza che ci lascia Ricardo Spinetta, argentino, che recentemente – mentre faceva footing come ogni mattina –, è partito per la casa del Padre. Un modo di ringraziare per la sua vita in attesa della resurrezione!

Ricardo e Maria, sua moglie.

Con Ricardo ci conoscevamo da tanti anni, ma da molto tempo non ci vedevamo. Ricardo aveva conosciuto l’Ideale dell’Unità fin da giovanissimo e si era allenato per molti anni a metterlo in pratica, radicalmente e senza mezzi termini. Abitava con la sua famiglia a Mar del Plata, nel sud dell’Argentina.

“Se ne è andato facendo ciò che gli piaceva – racconta María del Carmen, sua moglie, anche lei impegnata a vivere il Vangelo –, correndo con uno sconosciuto, chiacchierando e ridendo. Era così nell’amore verso gli altri che penso che Dio lo volesse con sé. Ricardo era molto protettivo verso la famiglia e, se avesse saputo che sarebbe morto, ne avrebbe sofferto per noi. Dio gli ha risparmiato anche quel dolore… Anche nel taglio della separazione, sono molto grata a Dio per la sua vita”.

Trascrivo l’esperienza che Ricardo mi  aveva inviato recentemente  per WhatsApp. Lui era così.

Ricardo e la sua passione: correre!

“Mi piace correre, ma avevo le scarpe sportive troppo vecchie. Da anni non ne compravo un paio, mi sembrava superfluo, soprattutto per via del loro alto costo. Ho condiviso questo mio pensiero con María del Carmen, mia moglie e,  insieme, abbiamo deciso di comprarle.

Ci siamo recati al negozio e ci ha sorpreso una grande promozione che offriva due paia di scarpe sportive al prezzo di una. Subito abbiamo convenuto di prenderle.

Qualche tempo dopo, mio figlio, che ha il mio stesso numero di scarpe, mi chiese di prestargliele. Dentro di me, invece, sentivo che dovevo dare un paio e nel mio cuore avevo già detto di sì a Dio.

Un giorno sono uscito a correre e, quando sono tornato, mi sono tolto le scarpette e mi sono messo i sandali. Distrattamente, ho lasciato le scarpette sul marciapiede.

Ricardo e Maria, vicini a chi è nel bisogno.

Quando sono tornato a prenderle non c’erano più! Per togliermi il dubbio se fossero state rubate o io le avessi lasciate distrattamente in un altro luogo, andai nel posto dove mi ero cambiato. Il vicino di casa mi confermò di aver visto le scarpette nuove fuori la porta e pensò che le avessi lasciate apposta perché qualcuno le portasse via. Le scarpette, comunque, non c’erano più …

Ricordai, allora, quello che avevo detto a Dio nel mio cuore e, in quel momento, provai una grande gioia e fui contento per chi le aveva prese. Per me era una conferma che Dio ascolta le nostre preghiere, anche quelle fatte nel silenzio. Lui ci fa sentire dentro se abbiamo qualcosa in più che possiamo dare e ci aiuta – alle volte anche grazie alle nostre distrazioni – a liberarci del superfluo per condividerlo con gli altri.

Per quanto capisco che devo prestare più attenzione a quello che faccio, in questo mese sono tanto contento perché ogni decisione l’abbiamo presa insieme io e mia moglie.

E’ molto bello ritrovarci in cordata, aiutandoci gli uni con gli altri.”

Gustavo E. Clariá

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Nato a Córdoba, Argentina, nonno piemontese, economista, comunicatore, scrittore. Ho vissuto la metà della mia vita in Europa (Italia in particolare) e l'altra in America Latina. Giramondo, aperto alla conoscenza di altre culture. L'unità, nel rispetto della diversità, della famiglia umana, è il mio orizzonte. Cerco, quindi, di vivere la mia giornata "costruendo rapporti" di concordia e di unità. Il mio contributo alla pace.